Sonnambulismo

SonnambulismoIl sonnambulismo è un disturbo del sonno di origine benigna, solitamente a risoluzione spontanea, che consiste in attività semplici e automatiche che rispecchiano le azioni quotidiane.
Il sonnambulismo è molto comune nella fascia d'età tra i 7 e i 12 anni e tende a scomparire con l'avanzare degli anni; negli adulti, il sonnambulismo è molto spesso dovuto a cause psichiatriche come nevrosi, psicosi e isterismo. Il disturbo si manifesta durante il sonno non REM e quindi nella prima parte del sonno (entro 2-3 ore dopo che il soggetto si è addormentato).

La durata dei movimenti associati al sonnambulismo varia dai 5 ai 20 minuti al massimo: il soggetto sonnambulo in alcuni casi può arrivare ad alzarsi dal letto, camminare per casa o addirittura scendere in strada ma, al contrario di ciò che comunemente si crede, questi casi sono rari. Solitamente il sonnambulo si siede sul letto e mima gesti ripetitivi come vestirsi, lavarsi i denti, mangiare, a volte con gli occhi aperti dando l'impressione di essere sveglio, può camminare per la stanza, accendere la televisione e compiere altre azioni al termine delle quali spontaneamente torna a letto. La mattina seguente il sonnambulo non ricorda nulla delle azioni compiute.
Durante l'episodio di sonnambulismo il soggetto può parlare chiaramente o in modo incomprensibile e può anche diventare aggressivo, se chi lo osserva lo tocca o tenta di svegliarlo. Contrariamente alle credenze popolari, non è pericoloso tentare di svegliare un sonnambulo, soprattutto se esiste il rischio concreto che possa uscire di casa e mettersi in pericolo; tuttavia se il sonnambulo si limita ad eseguire gesti automatici e poi torna nel proprio letto, si consiglia di non tentare di svegliarlo perché ciò potrebbe causare confusione e agitazione nel soggetto. Il sonnambulo non è cosciente del proprio disturbo e quindi durante la notte va controllato, per evitare che possa diventare un pericolo per sé stesso.
Le cause esatte del sonnambulismo sono sconosciute.
Si ipotizza che si verifichi una iper-eccitabilità della corteccia cerebrale la quale impedirebbe il sonno profondo, mantenendo attivi i meccanismi fisiologici della veglia e del sonno; ulteriori studi ipotizzerebbero una causa genetica, più precisamente un'alterazione sul cromosoma 20, considerato che nella metà dei casi il soggetto affetto ha un parente anch'esso sonnambulo.
Nei bambini la spiegazione del sonnambulismo è esclusivamente di natura psicologica, dato che un terzo dei bambini dai 5 ai 12 anni sperimenta almeno una volta questo tipo di disturbo (solo una minima percentuale lo manifesta in maniera ricorrente). Probabilmente, il sonnambulismo è legato alla particolare fase di sviluppo del bambino, che tenta di elaborare le tensioni tipiche dell'età mettendo in atto comportamenti notturni stereotipati. Il sonnambulismo nel bambino non deve destare preoccupazione, a meno che gli episodi non siano molto frequenti (più di 2 la settimana o più volte durante la stessa notte), il bambino compia azioni pericolose come vagare per la casa, oppure il bambino non sia molto agitato o addirittura aggressivo. Altri sintomi associati al sonnambulismo, come l'enuresi (bagnare il letto) o l'ansia, richiedono un consulto medico per escludere problemi emotivi.
Le cause scatenanti il sonnambulismo, sia nell'adulto che nel bambino, possono essere lo stress o episodi emotivi, febbre alta, deprivazione di sonno e anche l'utilizzo di sostanze psicoattive (droghe e farmaci).
Le cause esatte possono essere indagate con alcune sedute di psicoterapia ma, non essendo una malattia ma solo un disturbo benigno, si tende a non trattare il sonnambulismo nei bambini anche considerando che tende a sparire in modo spontaneo con la crescita.
In età adulta il sonnambulismo è piuttosto raro: si riscontra solo nel 2% della popolazione adulta.
Il trattamento nel sonnambulismo nel bambino è comportamentale: mantenere orari del sonno regolari e se necessario rilassare il bambino prima del sonno (canzoncine, lettura di libri...). Se gli episodi sono tali da destare preoccupazione esistono specifici farmaci, diversi nell'adulto e nel bambino, che regolarizzano il riposo notturno diminuendo le fasi di sonno profondo.

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