Disturbi dell'apprendimento

Disturbi dell'apprendimentoI disturbi dell'apprendimento si riferiscono alle difficoltà che i bambini anche molto piccoli incontrano in particolare nella lettura, nella scrittura, nella capacità di calcolo, ma anche nel livello di attenzione e nell'associazione di idee. E' importante comprendere che il manifestarsi dei disturbi dell'apprendimento non significa avere figli meno intelligenti o che addirittura devono essere considerati affetti da una patologia o in deficit mentale. In realtà devono semplicemente essere aiutati a elaborare in modo diverso le informazioni che ricevono.

Il manifestarsi dei disturbi dell'apprendimento è molto eterogeneo perché un bambino può avere difficoltà a leggere ma non a fare calcoli, oppure può manifestare impedimenti anche nel linguaggio come in altri ambiti contemporaneamente.
Nei bambini con tali difficoltà di apprendimento spesso interviene anche la fatica a mantenere l'attenzione o a stare fermi per un periodo di tempo prolungato. Tali atteggiamenti si riferiscono più precisamente al cosiddetto deficit d'attenzione e all'iperattività.
Le cause dei disturbi dell'apprendimento sono difficili da individuare con assoluta certezza e precisione, ma gli studi hanno portato a credere che si tratti un'area cerebrale che riceve e coordina le informazioni ricevute in modo diverso, al punto da creare disagio nel recepirle e quindi elaborale come tutti i bambini.
I processi alla base della lettura, della scrittura o della capacità di calcolo diventano quindi molto difficoltosi e quelli che meglio possono accorgersi di questi disturbi sono gli insegnanti dell'asilo o delle scuole elementari.
In passato tali difficoltà nei bambini venivano scambiate per svogliatezza e disinteresse e spesso punite senza andare alla radice del problema.
La conseguenza era il mancato trattamento dei sintomi e le lacune che i bambini si portavano dietro per tutta la vita.
In effetti le difficoltà di un bambino soggetto ai disturbi dell'apprendimento non si eliminano, ma possono essere affrontate insegnandogli modalità alternative, che in una fase di età evolutiva come questa sono ideali per sfruttare il veloce immagazzinamento di informazioni.
Le ricerche dimostrano che se si interviene entro i 9 anni d'età la nuova modalità di apprendimento ha un successo superiore al 90%, mentre in seguito scende sotto il 30%.
Molto però dipende dall'individuazione precoce dei segnali che manda il bambino ai genitori e gli insegnanti.
Un ritardo nell'apprensione del linguaggio, un vocabolario povero di termini rispetto all'età, ma anche la confusione di lettere durante la lettura come la "b" o la "d" o la "q" con la "p", il rifiuto a leggere davanti agli altri compagni, la confusione tra la "destra" e la "sinistra", le difficoltà nel risolvere semplici problemi o operazioni matematiche, sono indicativi quanto meno della necessità di un'indagine da eseguire con test psicometrici.
Oltre a una nuova modalità di apprendimento, la consulenza psicologica per i problemi di apprendimento è utile anche a indirizzare il bambino, avviato spesso verso atteggiamenti aggressivi e di progressivo isolamento determinati dalle sue difficoltà.
Con il tempo infatti si può rendere conto di arrivare con ritardo e con maggiori difficoltà rispetto ai compagni.
L'individuazione o il sospetto da parte dei genitori sui disturbi dell'apprendimento deve avere un riscontro veloce per intervenire prima possibile.
Molti genitori invece pensano che questo tipo di problema passi con il tempo o si sentono in qualche modo responsabili dei problemi scolastici dei figli e ne provano vergogna. Inoltre temono di mettere in cattiva luce il bambino di fronte a insegnanti e compagni e per questo ritardano di molto la prima consulenza, rischiando di risolvere solo in parte il problema.
Si stima che i bambini con disturbi dell'apprendimento in Italia siano circa l'8%, ma che con un esame accurato e approfondito riescano a superare brillantemente non solo i primi anni di scuola, ma anche quelli dell'intera carriera studentesca.
Il metodo alternativo di apprendimento infatti sarà utile nel tempo e permetterà di superare qualsiasi tipo di difficoltà, aumentando il livello di attenzione e di autostima e favorendo un corretto inserimento del bambino nella classe e nel rapporto con i suoi pari.

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