Disturbi del controllo degli impulsi

Disturbi del controllo degli impulsiTra i disturbi che fanno parte di categorie diagnostiche solo recentemente riconosciute, ci sono i Disturbi del Controllo degli Impulsi, che sono strettamente collegati ad alcune forme di dipendenza.
È stata la American Psychiatric Association, nel 1980, che con il DSM III ha assegnato un inquadramento diagnostico a disturbi come la cleptomania, il gioco d'azzardo patologico, la piromania e il disturbo esplosivo intermittente.

Nel 1987 veniva riconosciuto il valore diagnostico anche alla tricotillomania.
I Disturbi del Controllo degli Impulsi sono accomunati dalla incapacità da parte del soggetto di resistere ad un impulso o a una tentazione impellente, con la conseguenza che è portato ad eseguire azioni pericolose per se stesso o per altri.
La cleptomania è l'incapacità di resistere all'impulso di rubare oggetti, di cui non si ha necessità o di scarso valore commerciale, il gioco d'azzardo patologico è l'incapacità di resistere a un comportamento di gioco ricorrente e persistente, la piromania è l'incapacità di resistere all'impulso di appiccare il fuoco per puro piacere e gratificazione, il disturbo esplosivo intermittente si manifesta con saltuari episodi di incapacità di resistere a impulsi aggressivi o distruzione della proprietà, la tricotillomania è l'incapacità di resistere all'impulso di strapparsi i capelli per puro piacere o per alleviare uno stato di tensione.
Il disturbo si manifesta secondo caratteristiche piuttosto specifiche: prima di mettere in atto il comportamento compulsivo, la spinta è accompagnata da un aumentato senso di tensione, arousal o eccitazione, seguito da un senso di gratificazione, piacere o rilassamento, dopo aver compiuto l'azione.
Le cause non sono ancora chiare ma si ipotizzano meccanismi neurobiologici comuni e un'interazione di fattori biologici, psicosociali e psicodinamici.
Un impulso è una disposizione all'azione con lo scopo di ridurre una tensione causata da un accumulo di spinte istintuali o una diminuzione delle difese dell'ego nei confronti di tali spinte.
Il psicoanalista austriaco August Aichhorn, a seguito di un lavoro educativo che aveva svolto per molti anni con adolescenti che presentavano gravi problemi di adattamento sociale, era giunto alla conclusione che il comportamento compulsivo fosse collegato a strutture dell'ego associate a un trauma psichico dovuto a deprivazione durante l'età infantile.
Lo psicoanalista appartenente alla seconda generazione, Otto Fenichel, era convinto che il comportamento compulsivo fosse collegato a un tentativo di controllare sentimenti dolorosi come l'ansia, il senso di colpa e la depressione, per mezzo dell'azione. Sebbene all'esterno possano apparire come aggressivi e bramosi, in realtà, i comportamenti compulsivi sarebbero solo la ricerca di sollievo dal dolore.
Heinz Kohut collegò questi comportamenti complulsivi ai disturbi della personalità, come il narcisismo e l'incompleto senso del sé.
Se il narcisista non riceve conferma del suo valore nelle relazioni significative della sua vita, risponde con una frammentazione del sé, e i comportamenti compulsivi non sarebbero altro che un tentativo di ritrovare la completezza e coesione nel sè.
Più recentemente, il pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicot, partendo dal concetto di holding (sostegno), cioè la capacità della madre di fungere da contenitore delle angosce del bambino, premessa fondamentale per un sano sviluppo dell'individuo, collegò i Disturbi di Controllo degli Impulsi come un comportamento deviante da parte del bambino per ricostruire una relazione primitiva con la madre.
I Disturbi di Controllo degli Impulsi sembrano essere in aumento.
Collegati ai nuovi comportamenti individuali e sociali, sebbene non siano ancora stati inseriti nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, si tende ad includere in questa categoria i più recenti disturbi come la dipendenza sessuale, la dipendenza da internet e lo shopping compulsivo, in quanto si manifestano nella stessa modalità: un aumento della tensione che precede la messa in atto del comportamento, la ricerca di gratificazione immediata e irrazionale, l'incapacità di sopportate il senso di frustrazione dall'evitare di mettere in atto il comportamento compulsivo.

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