Depressione

DepressioneLe approfondite ricerche sulla depressione hanno confermato la natura fisica, oltre che psichica, del "male oscuro" che affligge gli uomini. Anche il cervello, infatti, come qualsiasi altro organo del nostro organismo, è formato da cellule, gliali e neuroni. I neuroni del cervello, molto numerosi (oltre cento miliardi), sono coordinati tra di loro da una struttura genetica e funzionale, e da un linguaggio chimico, fatto di messaggi elettrici ed informazioni a velocità elevatissima, tanto variabili quanto articolati.

Capita, purtroppo, che alcune vie di comunicazione delle cellule cerebrali si alterino. In particolare, nel caso della depressione, non risulta perfettamente funzionante il rapporto fra i neuroni ed i neurotrasmettitori monoamine (sostanze chimiche, indispensabili "messaggeri" nell'elaborato meccanismo). Questa categoria di neurotrasmettitori (serotonina, dopamina, noradrenalina), determinante nel controllo dell'umore, dell'ansia, della memoria, dell'affetto e del dolore, è implicata in maggiore misura nella depressione. Nel momento in cui il sistema di trasmissione nervosa viene compromesso da fattori ambientali, di forte stress o costituzionali, compaiono i classici sintomi della depressione, che coinvolgono più sfere emotive, generando alterazioni, disfunzioni e disturbi vari.
Una volta fatta chiarezza sulla natura fisica e biochimica della depressione, è bene conoscere i suoi sintomi, da intendere come campanello d'allarme, e le sensazioni di malessere che attanagliano gli individui colpiti. Il cambiamento d'umore, nell'arco di un solo giorno, di settimane, o addirittura anni, caratterizzato da un tono di rallentamento e tristezza, può rappresentare un segno evidente di depressione. Solitamente, a questo cambiamento repentino e recidivo subentra un senso di inadeguatezza ed inettitudine a vivere. Se la capacità di reagire non viene completamente assorbita dai meandri della malattia, si tende a nascondere questo stato di malessere dietro i fattori esterni. In realtà, i sintomi primari iniziano a solcare un percorso interiore, che può improvvisamente trasformarsi in un pericoloso non-ritorno. La mancanza di interesse ed interessi, ed il desiderio di solitudine, fino alla formulazione di pensieri ed ossessioni, allucinazioni e deliri, s'impossessano del corpo e dell'anima. Quando sopraggiunge, la depressione non può essere curata aspettando che passi. La necessità di assumere farmaci adatti è tanto importante quanto i benefici delle terapie cognitivo-comportamentali.
In questa delicata circostanza, è di fondamentale importanza che chiunque assista ai comportamenti apatici del soggetto depresso non infierisca ulteriormente. I rimproveri, o gli assillanti moniti ad usare la forza di volontà, cadrebbero nel nulla, in quanto la depressione è una malattia che annulla la volontà. Le sollecitazioni continue peggiorano lo stato già compromesso della psiche, ed inducono il soggetto a chiudersi interiormente, abbandonandosi. La soluzione migliore è quella di convincerlo, in modo affabile e comprensivo, a seguire una cura farmacologica, presso un ambulatorio, e a stabilire un buon rapporto di fiducia con il dottore, allontanando la sensazione di inguaribilità. Gli antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione dei neurotrasmettitori, devono agire a livello biochimico, determinando l'aumento della disponibilità dei "messaggeri" chimici nello spazio sinaptico, cui corrisponde l'aumento dell'energia psichica (slancio vitale), e la riduzione dei sintomi dal punto di vista clinico. I farmaci utilizzati nella cura della depressione, a volte associati ad antipsicotici, possono generare reazioni diverse, spesso insopportabili nella prima iniziale fase, che inducono a cambiare rotta col trattamento, a modificarne le dosi, e così via. Nella maggior parte dei casi, dopo un primo periodo in cui si avvertono esclusivamente gli effetti collaterali, gli effetti terapeutici iniziano ad apportare i benefici sperati. Le terapie, soggettive, devono essere seguite e supportate dai familiari, per evitare che la depressione si ripeta ciclicamente, prendendo il sopravvento sulla vita e sui vitali sentimenti.

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