Anoressia

AnoressiaChe cos'è l'anoressia
L'anoressia è un serio disturbo del comportamento alimentare che colpisce soprattutto le donne, ma che non risparmia anche gli uomini.
Per chi soffre di anoressia, il desiderio di perdere peso diventa più importante di qualunque altra cosa.

La perdita del peso può essere raggiunta sia tramite un regime calorico restrittivo, seguendo diete drastiche, digiuno, ed esercizio fisico in eccesso, oppure tramite il vomito autoindotto o facendo largo uso di lassativi e diuretici.
Con il progredire della malattia, il malato diventa sempre più ossessionato dalla bilancia, dal cibo e dalla sua immagine riflessa allo specchio, ma, indipendentemente da quanto possa essere già magro, non è mai soddisfatto.
L'anoressia può avere effetti devastanti sul corpo; alcuni di questi sono: depressione, problemi di memoria e di concentrazione, pelle secca e giallastra, unghie fragili, osteoporosi, carie dentaria, vertigini, capelli sottili, ecc.
Anche se chi soffre di anoressia tende a negare il problema, la verità è che si tratta di un disturbo serio e potenzialmente mortale. Fortunatamente, con una terapia adeguata ed il giusto supporto affettivo, chiunque può rompere il circolo autodistruttivo della malattia e riguadagnare salute e fiducia in se stesso.

Cause dell'anoressia
L'anoressia non riguarda esclusivamente il cibo e il peso. I disordini alimentari sono il sintomo di un malessere più profondo come la depressione, l'ansia, la pressione ad essere perfetti, il senso di inadeguatezza, condizioni che l'anoressico cerca di compensare esercitando un controllo sul cibo.
L'anoressia è una condizione complessa che scaturisce da una combinazioni di fattori sociali, affettvi e biologici. Anche se l'idealizzazione della magrezza gioca un ruolo fondamentale, ci sono molti altri fattori che contribuiscono ad innescare questo genere di disturbi, incluso l'ambiente familiare, le difficoltà emotive, la scarsa autostima e le esperienze traumatiche passate.
Oltre al mito della magrezza divulgato dai media, possono contribuire all'anoressia pressioni familiari e sociali, come la partecipazione ad attività che richiedono l'essere molto magri (danza, moda, ginnastica artistica), genitori oppressivi ed ipercritici ed eventi traumatici, come l'inizio della pubertà, una rottura, storie di abusi fisici o sessuali, ecc.
Alcune ricerche suggeriscono addirittura una predisposizione genetica all'anoressia. Anche la chimica del cervello gioca un ruolo determinante. Le persone anoressiche tendono ad avere alti livelli di cortisolo, l'ormone dello stress, e ridotti livelli di serotonina e di norepinefrina, sostanze associate al benessere psico-fisico.

Terapia
Poiché l'anoressia riguarda sia la mente che il corpo, l'approccio terapeutico coinvolge diverse figure mediche, tra cui psicologi e dietisti. La partecipazione e il supporto dei membri della famiglia è determinante per incentivare ed accelerare il processo di guarigione.
Il trattamento dell'anoressia consiste in primis nell'affrontare i sintomi acuti della malattia, stabilizzando le condizioni cliniche del paziente. L'ospedalizzazione può essere necessaria in caso di pericolosa malnutrizione, di continui pensieri suicidi del paziente, ma anche finché non viene raggiunta la normalizzazione del peso corporeo.
La terapia psicologica è cruciale nel trattamento dell'anoressia. Il suo scopo è quello di individuare i piensieri e i sentimenti negativi che alimentano il disturbo alimentare per sostituirli con credenze meno distorte. Un altro importante obiettivo della terapia è quello di insegnare al paziente come affrontare le emozioni difficili e i problemi relazionali in modo produttivo, anziché auto-distruttivo. Patire la fame non può riparare in alcun modo l'immagine negativa di sé alla base del disturbo. L'unico modo per farlo è identificare il bisogno emotivo che l'inedia auto-inflitta soddisfa e trovare altri modi per compensarla.

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